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La pietra verde


Associazione "La Pietra Verde"

Sede Legale: via Roma, 1 - Brignano Frascata (AL)
Sede Operativa: Casa Ponte, 7 - Val di Nizza (PV)

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Domenica 01 Agosto 2010

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APPUNTAMENTI DI LUGLIO E AGOSTO

25 luglio La Val Devero (VB)

 

Veglia e Devero sono due grandi alpeggi risultato del lavoro di infinite generazioni di montanari. La dimensione solare dei pascoli, lo splendore delle fioriture estive, la varietà geologica, la cura di sentieri segnati fanno del Parco un ambiente naturale tra i più preziosi delle Alpi e un terreno d’eccellenza per il grande escursionismo alpino. Il Parco opera per vincere la difficile scommessa di coniugare la conservazione della natura con lo sviluppo sostenibile per le popolazioni di montagna.

Partenza da Alpe Devero m. 1640 s.l.m. e risalita verso il caratteristico paesino di Crampiolo m 1767 s.l.m. e proseguimento verso la diga di Codelago seguendo il segnavia n° 4, si avanza seguendo il sentiero ad anello (n° 5) che costeggia tutto il Lago di Codelago.

Lunghezza itinerario: circa 12 km andata e ritorno

Dislivello: circa 300 m

Partenza dalla Stazione F.S. di Tortona ore 6.30 e spostamento in auto.

Si ricorda: Scarponcini da trekking, felpa, mantellina impermeabile, bastoncini o bastone da trekking e mangiare al sacco.

Quota di partecipazione: € 2.00 non tesserati per la copertura assicurativa.

Info: 338.5291405

 

 

25 luglio “Il Parco del Castello di Verde”

 

Il Parco del Castello di Verde nel Comune di Valverde (PV), occupa una superficie di circa 33 ettari di cui 24 boscati e la parte restante ancora destinata all’attività agricola tradizionale. Il Parco possiede un significativo valore paesistico, con scorci panoramici spettacolari e inaspettati nel contesto territoriale e offre aspetti ambientali interessanti. L’area presenta una quantità rilevante di superfici ecotonali, in relazione alle dimensioni del Parco, che hanno consentito l’insediamento di una ricca avifauna ed entomofauna, favorita anche dai recenti interventi di rinaturalizzazione e diversificazione ambientale.

Semplicissima escursione per chi ritenesse la Val Devero una gita troppo impegnativa.

Ritrovo al Castello di Verde nel Comune di Valverde ore 10,00 ed escursioni lungo i sentieri che circondano il Parco, con risalita al panoramicissimo sito del Castello.

Si ricorda: Scarponcini o scarpe da tennis, mantellina impermeabile e pranzo al sacco.

Si consiglia: Macchina fotografica e binocolo.

L’escursione è gratuita.

Info: 338.5291405

 

07 agosto

Mangia in compagnia…

 

In collaborazione con la Pro Loco di Brignano Frascata (AL), cena a base di pesce.

Menù:

Insalata di polpo e patate
Insalata di mare calda
Penne ai frutti di mare
Spiedini
 Sorbetto

Prezzo € 25,00

 

Ritrovo a Brignano Frascata presso la tendostruttura della Pro Loco ore 19,45

Info e prenotazioni: 335.5965735

 

 

08 agosto

Notte in castello…

IL PASSO DELL’AQUILA

Dal castello di Verde a Oramala (PV)

 

Il Monte Verde (m.785  s.l.m.) è vincolato a Parco Locale di Interesse Sovracomunale, la cui estensione iniziale era di ettari 33 è stato ampliato a ettari 330. Presenta una vegetazione mista, arborea ed erbacea con esemplari di roverelle e castagni secolari. L’Università di Pavia ha ritenuto salvaguardare alcune specie di farfalle mediante la creazione di un apposito Giardino delle Farfalle.

La strada discende tra le stazioni della Via Crucis, poste ai suoi lati, fino a raggiungere l’incrocio situato sulla sella di valico denominata Croce di Verde da cui si diramano strade e sentieri per otto direzioni. L’itinerario prosegue in direzione Sud con una strada a fondo naturale da cui si vede il paesaggio di Valverde caratterizzato dalla presenza di prati e boschi interrotti da alcuni calanchi con torrioni e guglie scolpiti dall’erosione nell’arenaria, dove nidificano rapaci di varie specie.

Dopo aver percorso alcune centinaia di metri, si giunge ad un bivio con una strada che si stacca a sinistra e porta in direzione della spianata sulla quale sorgeva il castello di Monfalcone, del quale rimangono ora soltanto alcune parti di muri che fuoriescono dal terreno rimboschito.

L’itinerario procede con la strada di destra che sale, tra muri a secco di controripa e di sottoscarpa, testimonianti l’opera di spietratura dei terreni coltivati fino agli anni cinquanta, ormai rimboschiti da essenze spontanee miste di carpino, frassino, roverelle e noccioli, fino ad arrivare nei pressi della sommità di Monte Bruno (m 865 s.l.m.) dove predomina il bosco ceduo di castagno.  In direzione Ovest è possibile vedere in lontananza l’imponente castello di Oramala che si erge sui contrafforti della media valle Staffora. Procedendo su un tratto pianeggiante che attraversa una pineta si giunge nel punto di confine dei Comuni di Valverde, Val di Nizza e Varzi chiamato dei “Tre Termini”.

Tre Termini è il sito contraddistinto da tre pietre naturali, poco sporgenti dal terreno e quasi insignificanti, ma che indicavano oltre ai tre confini comunali, anche il termine delle faticose salite, di andata e ritorno, percorse settimanalmente dagli abitanti delle vallate, carichi di merci e bestiami da vendere al mercato di Varzi o carichi di beni colà acquistati per le necessità familiari. Un tempo, nel cavo di un grosso tronco di castagno secolare, veniva allestito, nel periodo estivo, una dispensa di bevande per gli assetati viandanti.

Dopo un buon tratto di sentiero quasi pianeggiante, tra boschi di castagni, una breve salita ci porta al punto più alto del percorso sul monte Cucco per poi proseguire lungo il crinale tra le valli Staffora e Nizza. Nei pressi dei ruderi della casa Ariassa si incontra la strada provinciale Casa Ponte – Varzi da percorrere a sinistra, per 400 m, fino al paese di Oramala dominato dall’omonimo castello ( m 758).

 

Lunghezza dell’itinerario: Km 8,5

Segnavia: Tabelle e frecce rosso-bianco-rosso

Tempo di percorrenza: circa 2 ore e mezza

Dislivello: minimo

 

Ritrovo a Ponte Nizza (PV) ore 19,00 oppure alla Croce di Verde (PV) ore 19,30

Itinerario di sola andata, ritorno con navetta.

L’escursione è gratuita.

 

Si consiglia: scarponcini da trekking e felpa, obbligatoria la torcia.

Info: 338.5291405

 

 

 

22 agosto

Il Forte di Fenestrelle (TO)

La grande muraglia piemontese… e il paese di Usseaux

 

Uno dei più straordinari edifizi che possa aver mai immaginato un pittore di paesaggi fantastici: una sorta di gradinata titanica, come una cascata enorme di muraglie a scaglioni, un ammasso gigantesco e triste di costruzioni, che offriva non so che aspetto misto di sacro e di barbarico, come una necropoli guerresca o una rocca mostruosa, innalzata per arrestare un'invasione di popoli, o per contener col terrore milioni di ribelli. Una cosa strana, grande, bella davvero. Era la fortezza di Fenestrelle».  Edmondo De Amicis.

 

La Fortezza in cifre:

3 km di lunghezza

1.300.000 mq 

3 Forti 7 Ridotte 28 Risalti

Scala coperta 4.000 gradini

Scala Reale 2.500 gradini

122 anni di costruzione

14 ponti di collegamento

5 ponti levatoi

Mattinata: Visita guidata di 3 ore al Forte (percorso di media difficoltà)

Pranzo al sacco

Pomeriggio: Spostamento per il paese di Usseaux m. 1400 s.l.m. (circa 6 km dal Forte)

Usseaux è un piccolo Comune in Alta Val Chisone, ancora oggi è un esempio di realtà agricola e contadina di alta montagna. Una incantevole cornice alpina alla scoperta di fontane, lavatoi, case di pietra e legno segni ancora evidenti della cultura, della lingua e delle tradizioni dei popoli che nel tempo vi hanno vissuto. Il Villaggio di Usseaux ci farà scoprire degli artistici murales, dipinti della vita contadina e della natura, ma Usseaux è anche il paese del pane con l’antico Mulino ad acqua ancora funzionante e il suo mugnaio, testimonianza della tradizione contadina.

Partenza ore 7,00 dalla Stazione F.S. di Tortona (AL)

Spostamento in pullman – prenotazione obbligatoria entro il 13 agosto

Costi € 25,00 per i tesserati € 28,00 per i non tesserati

La quota comprende il costo del pullman, il biglietto di entrata al Forte, una guida turistica e la copertura assicurativa

Si consiglia: Scarpe da tennis, pranzo al sacco ed eventuali binocolo e macchina fotografica.

Info  339.5913281 - 338.5291405

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Il progetto “Il fiume che vorrei. Percorsi di scoperta, conoscenza e protezione del Ticino e del suo Parco” nasce dalla consapevolezza che per poter formare i giovani al rispetto e alla tutela attiva dell’ambiente occorra partire alla scoperta del territorio, indagarne specificità, risorse e criticità fino ad arrivare a formulare e mettere in pratica comportamenti ecosostenibili nella vita di tutti i giorni. Maggiori dettagli nella sezione "Eventi"

 

 


 

 

27 GIUGNO 2010

LE ERBE OFFICINALI DEL MONTE ANTOLA

 

Itinerario: Capanne di Carrega – Passo delle tre Croci – Monte Antola

Lunghezza del percorso: circa 10 km andata e ritorno

Dislivello effettivo: circa 300 metri in salita

Inizio percorso: Capanne di Carrega m.1367 s.l.m.

Quota max: Monte Antola m. 1597 s.l.m.

Difficoltà: adatta a tutti

 

Il monte Antola m. 1597 s.l.m., la montagna fiorita per antonomasia. Qui si incontrano climi, tipi di vegetazione, antichi tracciati, di provenienza diversa e lontana, in un contrappunto di paesaggi che non sembra voler trascurare nulla di quanto la nostra bella Italia sappia offrire: il mare, l’appennino, la pianura padana, le Alpi.

Questa montagna ospita e custodisce un patrimonio floristico vasto ed ammirevole, dal quale l’uomo ha attinto per secoli quanto riteneva utile alla cura dei propri malanni. Tempi lontani, in cui le piante hanno avuto un ruolo chiave nella cultura e nella tradizione delle comunità rurali.

Poter osservare dal vivo diverse specie dalle virtù terapeutiche, ci aiuta a comprendere qualcosa in più di un universo che ancora oggi non smette di emanare luce propria, affermandosi al fianco della medicina tradizionale, come valido supporto o come serbatoio di possibili nuove sostanze farmaceuticamente sfruttabili.

Un’escursione piacevole, che metterà a confronto il concetto di pianta medicinale nel passato, nel presente e nella cultura locale. Piante medicinali ma non solo, delle quali è bene non trascurarne ulteriori utilizzi, primo fra tutti quello alimentare.

A metà percorso si incontra “Il Passo delle tre Croci”m. 1495 s.l.m., piegando per alcuni metri alla nostra sinistra lungo il sentiero segnato da due rombi gialli che scende verso il paese di Caprile, si incontrano tre croci di legno che danno il nome a questo luogo. Si narra che nel mese di marzo di molti anni fa, tre uomini tornavano a Caprile provenienti dalla pianura padana. All’improvviso una bufera di neve li avvolse, il terribile vento gelato, che la gente di questi luoghi chiama “previn” impedì loro di proseguire. Riuscirono al salire fino al valico che sovrasta il paese, ma rimasero sepolti nella neve.

Ritrovo a Brignano Frascata ore 8.30 presso la Piazza Municipale

oppure a Cantalupo Ligure (Val Borbera) ore 9,00 o a Capanne di Carrega ore 9,45 presso l’Agriturismo

Si raccomandano: scarpe da trekking, mantellina impermeabile, pranzo al sacco ed eventuale binocolo e macchina fotografica.

Quota di partecipazione per i non associati € 2,00 per la copertura assicurativa.

Info: 338.5291405 - 3471032402

 

 

 

11 luglio 2010

 

Punta Regina/Gressoney (AO)

 

La Valle di Gressoney inizia dal paese di Pont San Martin proprio nei pressi del famoso ponte romano che, con una sola arcata, attraversa il torrente Lys che scende dai ghiacciai del Monte Rosa per gettarsi, poco dopo, nella Dora Baltea. La Valle si inoltra per oltre 30 Km., sulla destra per chi si dirige verso Aosta e sale costeggiando il torrente Lys ricco di acqua e di cascate attraversando i paesini di Issime e Gaby sino a raggiungere prima Gressoney San Jean e poi La Trinitè, ultimo centro della Valle e base di partenza per moltissime escursioni.

La base di partenza della nostra escursione, invece, si trova 2 Km prima di Gressoney San Jean, l’ampio parcheggio della seggiovia Weissmatten (m.1360 s.l.m.) sarà il nostro punto di partenza. Con questo comodo e sicuro mezzo di trasporto (biposto) saliremo fino a quota 2046 mt; da qui si diramano alcuni bellissimi percorsi e fra questi noi sceglieremo quello contrassegnato con il n° 3/a che in circa due ore ci condurrà in tranquillità alla Punta Regina (m. 2388 s.l.m.) dove è previsto il pranzo al sacco.

 

Descrizione del percorso (sentieri)

 

Scesi dalla seggiovia potremo sostare per un caffè al bar Wissomatto per poi dirigerci verso destra dove scopriremo l’inizio del sentiero 3/a che seguiremo fino alla meta. Raggiungeremo, lungo il percorso, il Belvedere, un autentico balcone sulla valle di Gressoney con vista incomparabile sui ghiacciai del Rosa.

Scendendo dal Belvedere il sentiero 3/a prosegue verso il laghetto Gombetta (da alcuni anni purtroppo asciutto), sosta ideale prima di affrontare la salita che ci condurrà alla Punta Regina. Quest’ultimo tratto sarà il più impegnativo, richiederà pertanto un minimo di allenamento, scarpe da trekking ed, eventualmente, quei bastoncini molto utili sia in salita che in discesa. Quando saremo lassù (m. 2388 s.l.m.), volgendo le spalle alla valle di Gressoney vedremo: a sinistra il Gran Paradiso, di fronte la vale centrale fino ad Aosta, sullo sfondo i ghiacciai del Monte Bianco a sinistra, sotto di noi, Brusson e la Valle d’Ayas e, naturalmente, ghiacciai del Monte Rosa che ci accompagneranno per tutto il percorso. Consigliamo il binocolo e la macchina fotografica.

 

Ritorno alla seggiovia

 

Scendendo dalla parte opposta il sentiero 3/b ci porterà al colle della Ranzola (m. 2170 s.l.m.) antico valico pedonale che separa Brusson da Gressoney e percorso negli anni dai pellegrini che dalla Valsesia raggiungevano Aosta, oltreché da Napoleone e dal grande poeta russo Tolstoj nel 1857. Da qui raggiungeremo la seggiovia seguendo il 3/b che incrocerà il 3/a nei pressi del laghetto Gombetta.

 

In caso di pioggia, possibilità di visitare il castello di Fénis al mattino e il Forte di Bard nel pomeriggio.

 

Equipaggiamento: Scarponcini da Trekking, felpa, mantellina impermeabile, bastoncini da trekking e pranzo al sacco.

 

Partenza ore 7.00 Stazione F.S. Tortona.

 

Costi: € 28.00 per i non soci - € 25.00 per i soci dell’Associazione

La quota comprende copertura assicurativa, trasporto e seggiovia.

 

PRENOTAZIONE ENTRO IL 01 LUGLIO 2010

Info: 339.5913281 – 338.5291405

www.lapietraverde.info

 

 

 

APPENNINO TREKKING

 

 

Gita del 26 e 27 Giugno 2010 : vallone di Palanfrè

 

Responsabile di gita : Marco Bernini - A.E.N. FIE - contattabile dalle 13h00 di Sabato 26 Giugno al numero di cellulare 333 8944447

 

Note tecniche : a cura di Mauro Vischi

Trasferimento : con mezzi propri

 

Accesso stradale : da Tortona e Voghera si imbocca la A21 verso Torino. Si esce ad Asti Est e si continua in direzione Alba, seguendo le indicazioni per la A33 verso Cuneo. Si prosegue sulla S.S. 20 del Colle di Tenda, superando Borgo San Dalmazzo, Roccavione e Robilante. Arrivati a Vernante si svolta a destra al semaforo che risale la Val Grande, sino al villaggio di Palanfrè. Il percorso da Voghera è di 205 km e si compie in circa 2h30.

 

Informazioni pratiche : i partecipanti alla gita che pernottano, devono arrivare entro le 18h00 di Sabato alla struttura ospitante LOCANDA DEL PARCO <L'ARBERGH> - Frazione Palanfré - 12019 Vernante (CN). Per lo scarico bagagli è consentito l’accesso sino al rifugio, dopo di che occorre portare l’auto nel parcheggio a valle della borgata, distante circa 300 metri. La sistemazione è in stanze da 4, 5 e 6 posti letto tutte dotate di lenzuola e bagno con doccia.

Il gestore conosce già la composizione delle stanze, conformemente alle prenotazioni arrivate.

La cena, prevista alle 19h30, è il momento di ritrovo per tutti i partecipanti alla gita. E’ previsto il trattamento di mezza pensione al costo di 40 € a persona, escluse le bevande da pagare a parte; se volete un panino da asporto costa 2,50 €. Il menù della cena è stato concordato; eventuali richieste per esigenze particolari o menù vegetariano devono essere inviate al più presto.

 

AVVISO : Oltre alla gita principale ai Laghi del Frisson di Domenica 27-6, è prevista una gita per i presenti nel pomeriggio di Sabato 26-6 sul Sentiero Naturalistico che si sviluppa all’interno del bosco di faggi secolari nei pressi di Palanfrè.

 

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Itinerario del 27-6 : Palanfrè (m. 1379) - Lago inferiore di Frisson (m. 2057) - [Lago superiore di Frisson (m. 2127)] - Lago degli Alberghi (m. 2038) - Palanfrè (m. 1379)

 

Dislivello : +758m al Lago inferiore di Frisson, a cui si devono aggiungere modeste perdite di quota [818 m con variante al Lago superiore di Frisson]

 

Tempo totale : 5h30’ circa, senza le soste [6h30’ con variante]

 

Difficoltà : E (su sentiero) / EE (la traversata tra il Lago inferiore di Frisson e il Lago degli Alberghi presenta alcuni saliscendi su terreno impervio e si svolge per un tratto su pietraia, ma è ben segnalata con tacche segnavia e non presenta particolari problemi)

 

Partenza della gita : dalla Locanda alle 8h30’ del 27-6.

 

Descrizione dell’itinerario : Questa gita permette di visitare tre laghi molto belli, posti ai piedi della piramide del Monte Frisson. Il percorso, interamente se­gnalato, si svolge nella Riserva naturale del bosco e dei laghi di Palanfrè, che da alcu­ni anni è inserita nel Parco naturale delle Alpi Marittime. L’escursione ha inizio nel piccolo borgo di Palanfrè, abitato prevalentemente nel periodo estivo, che è stato intelligentemente recuperato, almeno in parte, negli ultimi decenni creando scorci suggestivi tra abitazioni tipicamente montane. La prima parte dell'itinerario è caratterizzata da uno splendido bosco di faggi ad alto fusto. La parte mediana si sviluppa invece su sentiero ben evidente tra boschi di pino mugo, mentre attorno il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di bianche pareti calcaree, fino a cedere definitivamente il campo alle praterie. Il percorso, in parte ad anello, tocca tutti i laghi del Vallone degli Alberghi. Su varie guide e carte si trova scritto Lago degli Alberghi e Vallone degli Alberghi: si tratta di una italianizzazione errata del termine provenzale albèrg-arbèrc-albèrc che nelle Alpi sud-occidentali indica: "baite alpine' o "piccoli ripari in pie­tre" (corrispondenti ai gias d'alta montagna), ma anche gli "ultimi pascoli", i più elevati posti alle te­state delle valli. La meta principale è il lago inferiore del Frisson che è annidato sotto la parete nord dell'omonimo monte; nelle sue acque, in particolari condizioni di luce ed in assenza di vento, si riflettono le candide pareti calcaree della Costa Lausea, creando uno scenario assai suggestivo. Una caratteristica del panorama è quella che dal lago si gode ampia vista sul versante ovest del monte Ciotto Mieu  e sulla Costa Lausea, monti di candida roccia calcarea che contrasta con il verde dei pini mughi che ne ammantano i fianchi; interessante anche il colpo d'occhio sul versante nord del Frisson mentre scendendo dal lago è possibile ammirare l'intero vallone di Palanfrè e raggiungere con lo sguardo la pianura cuneese.

 

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Itinerario del 26-6 : Palanfrè (m. 1370) - Bosco di Faggi di Palanfrè (m. 1550) - Palanfrè (m. 1379)

 

Dislivello: +190m al punto più elevato del percorso


Tempo totale: 1h30'


Difficoltà: E

 

Partenza della gita : dalla Locanda alle 14h30’ del 26-6.

 

Descrizione dell’itinerario : Questa escursione si svolge nella folta faggeta poco più a monte dell'abitato di Palanfrè (o Pallanfrè come riportato su vecchie carte) che si trova ai piedi dei ripidi pendii a pascolo di Costa Pianard, in posizione assai rischiosa per la caduta di valanghe. A protezione dell'abitato, sin dai primi anni del '700 ma probabilmente anche in data antecedente, era stato bandito il taglio del bosco di faggio a monte delle case. I "Bandi Campestri" custoditi negli archivi del comune di Vernante, datati 1741, sono la prima testimonianza scritta dello stato di protezione ("Bosco Bandito") cui era sottoposto il bosco. Così preservata, la bellissima faggeta ha prima fatto parte, dal 1979, della Riserva Naturale Bosco e Laghi di Palanfrè per poi essere accorpata, nel 1995, al Parco Naturale dell'Argentera, dando vita al Parco Naturale delle Alpi Marittime. Il bosco, con una estensione di oltre 20 ettari, è toccato solo marginalmente dal sentiero. Nonostante questo è possibile notare la maestosità di alcuni esemplari di faggio che lo compongono. Il faggio (Fagus sylvatica), splendido albero dalla corteccia grigia e liscia, e dalle foglie ovali di colore verde intenso, è spesso presente nella narrativa popolare quale albero magico abitato da gnomi. Predilige versanti ombrosi, fino a 1800m di quota, e può vivere oltre 300 anni. Produce un ottimo legno, usato per fabbricare botti, manici di attrezzi e come combustibile. I frutti, le faggiole, sono usate come foraggio per i suini; in passato, da esse si ricavava olio commestibile e, tostate, erano usate come surrogato del caffè.

 

Sviluppo dell’escursione : In fondo al posteggio a valle dell'abitato si percorre per una cinquantina di metri la pista sterrata che attraversa ex-terrazzamenti e coltivi, ora utilizzati come pascolo per le mucche. Un poco sulla destra ha inizio il sentiero vero e proprio che dapprima attraversa un rado arbusteto con nocciolo e maggiociondolo, per poi a salire, sempre su pendii a pascolo, tra noccioli e ginepri. Sulla destra in alto, lungo le pendici del Monte Croce, si notano curiose strutture rocciose costituite da conglomerati, maggiormente resistenti all'erosione ed emersi dalle rocce circostanti. Un tratto di salita più ripido porta ad attraversare il rio, passando sulla sua destra orografica, e a raggiungere i pascoli di Pianard. Quando il sentiero spiana, con percorso quasi a ritroso si entra in un boschetto misto di latifoglie, a prevalenza di faggio. Si attraversa un ruscello e si prosegue nel bosco con percorso pianeggiante a mezzacosta. Oltrepassata una prima conca a pascolo e attraversato un altro breve tratto di bosco, si incrocia una pista sterrata. La si attraversa e si imbocca il sentiero sulla destra, trascurando la più evidente traccia sulla sinistra. Dopo una breve risalita ai margini di una seconda più ampia conca si entra nel tratto di "bosco bandito" (il Bosco bandito di Palanfrè). Si prosegue in discesa ai margini del bosco, sfruttando piccoli scalini realizzati con tronchetti di legno. Si passa a fianco di un enorme e maestoso esemplare di faggio di oltre 350 anni e si continua a scendere abbastanza decisi. Il sentiero si immette in una mulattiera che si segue sempre in discesa verso destra. Raggiunta in breve una pista sterrata la si percorre scendendo verso destra, trascurando invece una mulattiera sulla sinistra. Passati un paio di tornanti ci si avvicina all'abitato di Palanfrè. Si lascia a destra un bivio per il Lago degli Alberghi e il Lago inferiore di Frisson e si prosegue sulla comoda sterrata fino al paese.

 

Note : se volete dare un’occhiata al luogo del pernottamento ed anche al sito del Parco delle Alpi Marittime, ecco il link : http://www.palanfre.net/index.html

 

 

 






Appuntamenti di maggio



IL SENTIERO DEL GRILLO

 

Sabato 1 maggio 2010

 

Lunghezza km:  7,800  solo andata

Quota di partenza m. 492 s.l.m.  Quota di arrivo m. 409 s.l.m.

Quota massima m. 761 s.l.m.

Dislivello effettivo in salita: circa 340 m

Dislivello effettivo in discesa: circa 390 m

 

Il sentiero del Grillo unisce il paese di Bosmenso al paese di Varzi in Alta Valle Staffora (PV) Questo itinerario, che si sviluppa interamente su strada sterrata e poi su sentiero, calca l’antica strada Comunale Bosmenso-Varzi, un tempo interamente acciottolata e trafficata da mercanti e viandanti che si spostavano di paese in paese. Il sentiero ad una certa quota si collega ad un’altra famosa ed antica via: la Via del Mare che partendo dal paese di Varzi e risalendo inizialmente le colline, attraversava l’Appennino e scendeva fino al Mar Ligure.

Notizie paesaggistiche e storiche:

Il caratteristico centro abitato di Bosmenso si divide in due piccoli nuclei: Bosmenso inferiore e Bosmenso superiore. Bosmenso superiore fondato interamente in pietra locale, presenta le caratteristiche  vie e vicoli ancora acciottolati, dove nelle aie e nei cortili delle abitazioni si possono ancora osservare le tecniche di costruzione usate dai nostri avi. Esaminando la struttura del paese, si scopre che un villaggio rurale come questo si inserisce perfettamente nell’ambiente che lo circonda, accrescendo e impreziosendo il paesaggio circostante.

la Chiesa di San Giorgio, posizionata ad inizio sentiero nelle vicinanze del greto del Torrente Staffora, conserva ancora i caratteri dell’epoca romanica. Inizialmente edificata in pietra locale, presenta oggi, solo il portale in pietra arenaria già esistente nell’anno mille. Nella chiesa è conservata una importante lapide sepolcrale risalente al IX secolo. L’epigrafe in lingua latina, ricorda la sepoltura della vergine Rothilde di sangue reale, che l’anonima madre affida a S. Giorgio.

 

Descrizione dell’itinerario:

 

Dalla chiesa di Bosmenso Inferiore m. 492 slm, si prosegue su stradina sterrata che costeggia sulla nostra sinistra il Fosso di Bosmenso detto: Rio Nero, dopo pochi minuti si raggiunge il campo sportivo e poi il primo capanno, si prosegue sempre su strada sterrata in direzione Nord, ora il percorso si fa più ripido per raggiungere il secondo capanno detto: “Il Capanno del Grillo” m. 678 slm. Da questo punto, il tragitto diventa più agevole, attraversando immensi e stupendi boschi di castagno, per raggiungere il terzo capanno detto: “Capanno del Cavagnò”.  Pochi metri prima (segnalata da freccia), si consiglia una deviazione di circa 100 metri per incontrare una sorgente detta:” Sorgente del Lavaggio”. Dal capanno del Cavagnò si avanza sempre nel bosco fino ad incontrare: “La Via del Sale” che proviene dal paese di Varzi per poi raggiungere in leggera discesa, la piccola e caratteristica frazione di Monteforte m. 697 slm. Proprio al centro della frazione e in prossimità della fontana, si piega decisamente alla nostra destra, e, inizialmente in leggera discesa, poi in forte pendio, si raggiunge in circa 30 minuti il greto del Torrente Staffora. Ora il percorso diventa pianeggiante e procede rasente al Torrente, raggiungendo in pochi minuti il ponte ed infine il paese di Varzi m. 409 slm.

Ritrovo ore 9,30 a Varzi presso la chiesa dei Capuccini (alla rotonda per l’ospedale per chi proviene da Voghera, voltare a destra e proseguire per circa 50 metri fino al parcheggio).

 

Si consiglia: scarponcini da trekking, mantellina impermeabile, pranzo al sacco.
Info: 338.5291405



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Il LAGO MOO

Domenica 09 maggio 2010

 

 

Itinerario: Canadello - Lago Moo – Canadello

Lunghezza km: 10 andata e ritorno

Dislivello effettivo in salita: circa 400 m

 

Ritrovo a: Brignano F.ta (AL) ore 8.00 oppure a Ponte Nizza (PV) ore 8,15

 

Arrivo: stimato a Canadello Val Nure (PC) ore 10,30

 

Nell’ampio bacino lacustre di origine glaciale, ormai ridotto ad un acquitrino, giace il Lago Moo (m. 1116 s.l.m.) chiamato anche Mone. Esso corrisponde ad un tipico esempio di lago di esarazione e di sbarramento glaciale, ormai giunto ad un avanzato grado di colmamento. La sua conca è la più estesa fra tutte quelle di Val Nure. Giace su un pianoro conformato ad anfiteatro dalle alture circostanti che racchiudono una vasta area ellittica, ormai in prevalenza prativa dove si stanno insediando vegetali d’alto fusto specialmente lungo il corso dell’immissario.

Questo pianoro erboso è solcato da numerosi rigagnoli che offrono il giusto ambiente per piante palustri o comunque legate a suoli umidi come: Caltha palustris, Equisetum fluviatile, Eriophorum angustifolium, Gentiana pneumonanthe, Menyanthes trifoliata, Sanguisorba officinalis, Triglochin palustre.

Le dimensioni del lago sono difficilmente precisabili ma la ricchezza d’acqua, anche sottoforma di ruscelli e piccole pozze, favorisce la riproduzione degli anfibi sia anuri ( rana agile, Rana dalmatina e rospo) sia caudati; di questi ultimi si possono osservare tutte e tre le specie presenti in Italia Settentrionale, mentre si riproducono nello stesso stagno: tritone crestato italiano, tritone appenninico e tritone punteggiato.

Info: 338.4994045



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La Festa di San Salvario e il sentiero “La Dorsale”

 

Domenica 9 maggio 2010

 

Lunghezza del percorso km 8 andata e ritorno

Quota di partenza m. 288 s.l.m. Quota di arrivo m. 465 s.l.m.

Quota massima m. 485 s.l.m.

Dislivello effettivo in salita m. 197 circa

Dislivello effettivo in discesa m 210 circa

 

Ritrovo a Brignano Frascata ore 14,15 presso il negozio di alimentari “Antichi Sapori”

 

Descrizione del percorso:

Al centro del Paese di Brignano F.ta m. 288 slm e precisamente dal negozio di Alimentari “Antichi Sapori” si segue in direzione Ovest il segnavia bianco-rosso (sentiero 128 “La Dorsale” che collega il paese di Brignano Frascata al paese di Vigoponzo a m. 566 slm). Dopo circa 50 metri si imbocca in ripida salita una scalinata in sasso che giunge brevemente all’antico Oratorio di S. Giacomo (XVI sec.) che dalla sua posizione  domina tutto il Paese. Si prosegue sempre in direzione Ovest costeggiando l’imponente Castello Bruzzo (XIV sec.) visitabile solo esternamente fino ad incontrare un bivio, qui, abbandonata la strada asfaltata, si piega a sinistra seguendo in leggera salita una comoda strada sterrata che tra coltivi e boschi misti di castagno e rovere incrocia dopo circa 30 minuti di cammino, la strada asfaltata Comunale Brignano-Vallescura. Si piega a sinistra e si avanza su strada asfaltata seguendo le indicazioni per il piccolo nucleo di case di Ciocale m. 477 slm, giunti in prossimità della prima abitazione si piega bruscamente alla nostra destra e si prosegue in discesa su sterrato per circa 200 metri fino a giungere alla chiesetta di San Salvario.

Dopo la S. Messa sarà offerto presso l’aia del Sig. Tino Musso una merenda a base di prodotti tipici e dolci casarecci.

Info 335.5965735

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Il Sentiero dei Pellegrini

Montacuto (AL) Val Curone

 

16 maggio 2010

 
Lunghezza del percorso Km. 8,5

Quota di partenza m.525 s.l.m.  Quota di arrivo m.525 s.l.m.

Quota massima m. 663 s.l.m.

Dislivello effettivo in salita m. 423

Dislivello effettivo in discesa m. 398

Dal paese di Montacuto m.525 s.l.m. e precisamente dalla piazza antistante alla chiesa, si sale in direzione Ovest verso il paese di Giarolo per circa 400 metri fino ad incrociare alla nostra destra la strada che porta al paese di Solarolo m.589 s.l.m. che si raggiunge in circa un quarto d’ora. Attraversato il piccolo abitato si imbocca un sentiero che sale verso il monte Trebbio m.663 s.l.m., poi il sentiero scendere dolcemente superando il canalone del Rio del Trebbio fino ad incontrare la strada asfaltata che conduce, oltrepassato il ponte sul Torrente Museglia, alla frazione Case Mazzacani m.439 s.l.m.

Si attraversa la Provinciale e si prosegue in leggera salita su strada sterrata attraversando boschi misti fino a raggiungere la Cappelletta di Magroforte a m.559 s.l.m., da questo punto si scende e si raggiunge in pochi minuti la frazione di Magroforte m.497 s.l.m. dove il percorso prosegue in mezzo all’abitato per poi superare un piccolo affluente del Torrente Museglia. Ora la sterrata prosegue sempre in salita tra boschi di querce e castagno fino a raggiungere il piccolo abitato di Benegassi m.565 s.l.m., raggiunta la piccola frazione si ricomincia a scendere su strada asfaltata incontrando dopo poche centinaia di metri, sulla nostra destra, la chiesa della Madonna dei Campi m.483 s.l.m., si avanza incontrando nuovamente la strada Provinciale, si svolta a sinistra e in salita si raggiunge il paese di Montacuto in circa quindici minuti.

 

La passeggiata durerà la sola mattinata, la Pro Loco di Montacuto, come ogni anno, preparerà il pranzo presso il salone comunale (primo, secondo, dolce e caffè), chi volesse partecipare è pregato di prenotarsi entro il 10 maggio 2010. Info 338.5291405.







Appuntamenti di Aprile

 

18 aprile 2010

Tutti in collina!

La pietra Verde vi invita a partecipare il 18 aprile a un’altra domenica all’insegna della buona cucina e della natura.
Come continuazione del progetto iniziato il 21 marzo presso la Cascina Venesia a Mezzanino (PV), siamo lieti di proporvi un’altra abbinata pranzo + passeggiata.
Questa volta abbiamo scelto il ristorante “Da Andrea” a Varzi dove il proprietario Andrea, appunto, è da anni impegnato nell’organizzazione e nella promozione di eventi che possano valorizzare lo splendido territorio che circonda Varzi sia dal punto di vista culturale e naturalistico sia dal punto di vista enogastronomico.
Andrea ha accolto la nostra proposta con grande entusiasmo e preparerà per noi un pranzo ricco di prodotti tipici locali a cui la Pietra Verde intende abbinare la consueta “lezione naturalistica” con diapositive e la passeggiata con guide.

Scarica da qui il volantino dell'evento!

tutti in collina

 


 

11 aprile 2010

Il giro degli Essicatoi – dalla val Borbera alla Valle Spinti

La valle Spinti, posta fra le più note val Borbera e val Vobbia, offre percorsi in grado di porre il turista a contatto con elementi naturalistici, storici e culturali di indiscutibile pregio. Nonostante essa sia facilmente raggiungibile in auto da Arquata Scrivia, esiste un’antica strada, oggi itinerario escursionistico di modesta difficoltà, che collega il comune di Borghetto Borbera con quello di Grondona, in valle Spinti appunto, attraversando un territorio su cui si alternano aspetti naturalistici, storia locale ed architettura religiosa e rurale.

Maggiori dettagli nella sezione "Eventi"
 

 


Appuntamenti di marzo

28 marzo 2010

INAUGURAZIONE


Il Sentiero di Frate Ave Maria

Escursione Eremo di Sant’Alberto,
castello di Oramala, Varzi (PV)

Lunghezza itinerario km 12
Dislivello  effettivo in salita m 280 circa
Ritrovo all’Eremo di Sant’Alberto ore 9,15
Arrivo verso le 16,30 al caratteristico paese
di Varzi per una visita al centro storico
Si consiglia: scarponcini da trekking, mantellina
impermeabile, eventuali macchina fotografica
e binocolo, pranzo al sacco.

Giunti al castello di Oramala ci sarà la possibilità di gustare
un piccolo rinfresco all’interno delle sale
di questo imponente e affascinante maniero.
Descrizione del Tracciato: 
Dall’Eremo di Sant’Alberto  682 m s.l.m., nei pressi della bacheca informativa a ridosso della secolare quercia, si prosegue su stradina sterrata in direzione Est, seguendo per un tratto di circa 10 minuti di cammino due percorsi escursionistici: “l’Anello del Re”, percorso ad anello di circa 35 km che collega i paesi di Ponte Nizza a Sant’Albano e “Il Passaggio degli Eremiti”, tragitto che dalla frazione di Spizzirò nel comune di Ponte Nizza porta a Varzi.
Arrivati a un bivio, si piega a destra abbandonando l’Anello del Re e si prosegue su strada asfaltata raggiungendo in pochissimi minuti la piccola frazione di Case Fontanella  718 m s.l.m. Superato e lasciato alla nostra destra il piccolo nucleo di case, si abbandona la strada asfaltata e si piega decisamente a destra in leggera discesa, costeggiando alcuni coltivi. Ora il sentiero attraversa dapprima boschi di castagno, poi in ripida discesa, costeggiando alla
nostra sinistra un burrone che ci scorta nel greto del piccolo Torrente Crenna un affluente del Torrente Staffora a 580 m s.l.m. Giunti ad un incrocio, si piega a sinistra, abbandonando il Sentiero degli “Eremiti” che, proseguendo nostra destra, conduce dapprima al paese di Sagliano Crenna ed infine a Varzi. Si prosegue per un tratto fiancheggiando il piccolo Torrente che in questo luogo diventa rigagnolo e si risale sul versante destro
fino ad incrociare il sentiero “Le Tre Torri” che dal paese di Sagliano Crenna conduce al castello di Oramala, si svolta a sinistra e si segue la bellissima sterrata sul crinale che divide i due valloni formati dai Torrenti Crenna alla nostra sinistra e dal Rio Lazzuola alla nostra destra terminando la loro corsa rispettivamente nei pressi della frazione di Ponte Crenna 360 m s.l.m. e Varzi  410 m s.l.m. nel Torrente Staffora. Si prosegue sul crinale attraversando boschi misti e raggiungendo dopo circa trenta minuti abbondanti la strada provinciale Casa Ponte - Varzi. Ora si svolta a destra, in discesa, seguendo la strada asfaltata e si raggiunge il castello di Oramala 758 m s.l.m. in circa 15 minuti di cammino.  Dopo il pranzo e la visita al castello, si prosegue sul famoso sentiero: “Il Passo dell’Aquila” che ci accompagna attraversando boschi di conifere e castagno, fino ad arrivare alla sommità del Monte Cucco 870 m s.l.m. In questo punto incrociamo il sentiero: La Ciapèra” che seguiremo fino alla frazione di Rosara. La denominazione dialettale “ciap” oppure
“ciapèra” deriva dalla sua particolare caratteristica, il fondo, costituito in massima parte da roccia vergine tagliata e modellata dall’intervento dell’uomo e dall’erosione degli agenti atmosferici, oltre all’elevata pendenza atta a superare il forte dislivello, conferiscono allo stesso percorso l’aspetto di una gigantesca scala. Nel secolo scorso questa strada veniva utilizzata dagli abitanti di Rosara e dintorni per recarsi nei boschi al fine di recuperare legname e altri prodotti e per condurre al pascolo il bestiame. I contadini, con i dovuti accorgimenti suggeriti dalla loro collaudata esperienza, utilizzavano il percorso per trasportare a valle la legna su slitte trainate dai buoi. Un segmento di strada che rappresentava solo una parte di un più
ungo tragitto utilizzato dagli abitanti dell’alta Val Tidone e alta Ardivestra per recarsi al mercato di Varzi dove portavano le loro merci per la vendita e acquistavano beni per il fabbisogno familiare. Questi viandanti, che dovevano affrontare il percorso con il carico degli acquisti durante le
calde giornate estive o sotto altre intemperie, erano ben coscienti delle difficoltà che l’impervia “ciapèra” presentava. Prima di iniziare l’ascesa, infatti, era necessaria una sosta presso l’osteria di Rosara per riposarsi e rifocillarsi, occasione questa che dava la possibilità di socializzare con gli abitanti di questo borgo. Giunti alla piccola frazione di Rosara, il percorso prosegue ancora su strada asfaltata raggiungendo il centro di Varzi in circa 20 minuti.

 

 


14/03/2010

L’Oasi di Mastarone (AL)

Lunghezza dell’itinerario km 7 circa

Dislivello effettivo m. 280 circa

Ritrovo a Brignano F.ta ore 8,45

Il turista che si trova a percorrere in primavera la  provinciale della Val Curone, viene subito accolto dal tenero abbraccio delle sue colline che lo accompagneranno fino alle pendici dell’Appennino. Una variopinta moltitudine di colori, tra i quali spicca il rosa dei peschi in fiore, si fonde con il verde intenso dei prati mentre gli ordinati filari delle vigne che coprono i pendii ci ricordano che i nostri vini sono ormai entrati tra i grandi che fanno onore al Piemonte. Ci troviamo in un territorio che non accontenta solo gli occhi di chi lo attraversa, ma sa anche deliziare i palati più esigenti, terra di ottimi salumi, formaggi, funghi ma soprattutto residenza di “sua maestà” il tartufo, quello bianco e pregiato, tutte specialità che assieme a molte altre si possono gustare nei vari locali di buon livello a prezzi accessibili. L’escursione che proponiamo per domenica 14 marzo all’Oasi di Mastarone (AL) ci conduce in un luogo poco conosciuto, ubicato sopra le colline di Momperone a cavallo tra le valli Curone e Staffora. Mastarone m 458 s.l.m., una villa e una chiesa adagiati in un sito incantevole dove natura e tranquillità si fondono tra loro. Il proprietario di questo luogo, il Dott. Pierangelo Bergaglio ha grandi progetti per questo luogo, infatti Mastarone non è solo un’oasi naturalistica dove poter osservare varie specie di animali, ma un progetto molto più grande e articolato con l’obbiettivo di sviluppare la ricerca scientifica e naturalistica, incrementare il turismo scolastico e quello per adulti e la realizzazione di uno spazio espositivo museale per le attività di educazione ambientale.

Il percorso si svilupperà lungo i sentieri che circondano Mastarone, l’abbondante neve caduta quest’anno forse non permetterà di esplorare la zona più a Nord-Ovest e cioè verso la valle Staffora nella parte lombarda, ma se il tempo sarà clemente percorreremo la parte più a Est nel versante Piemontese.

 

 



21 marzo 2010

I SEGRETI DEL PO


Agriturismo Cascina Vanesia - Mezzanino (PV)

Lunghezza: Km 5
Dislivello: nullo
Difficoltà: nulla

Ritrovo in Piazza Grignani a Mezzanino (PV) ore 11.
Un’ora di  “lezione” con proiezione di diapositive sull’ambiente
in cui è inserito l’agriturismo con nozioni di zoologia,
botanica, ecologia, conservazione ecc…

Pranzo in agriturismo (antipasti, primo, secondo, dolce)
con prodotti tipici locali.

Pomeriggio: semplice escursione priva di dislivello lungo
l’argine del Po per osservare quanto detto durante
la lezione, con particolare attenzione alle modalità
di osservazione degli ambienti naturali e della fauna
e flora tipiche dell’ambiente fluviale… in caso di
pioggia al posto dell’escursione si andrà a visitare
il museo del Po a pochi minuti dall’agriturismo.
Per famiglie con bambini segnaliamo che l’agriturismo
svolge anche attività di fattoria didattica per cui è
possibile osservare alcuni animali dalle recinzioni.

Il costo per gli adulti dell’intera giornata è 30 euro a persona

Questo progetto nasce dalla forte richiesta in questi
anni di passeggiate legate all’enogastronomia e al
prodotto locale e dalla volontà di proporre un
servizio di educazione ambientale simile a quello
offerto alle scuole questa volta offerto agli
appassionati di natura in genere… e
perché no, anche agli appassionati di buona cucina!

Per chi fosse interessato può prenotarsi
via mail indicando nome, cognome e
numero di telefono a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Oppure chiamare i seguenti numeri di telefono:
SIMONA COMOTTI     339.2358070
FEDERICA SARDO      339.8159816

Le prenotazioni vanno comunicate entro lunedi 15 marzo

 

 


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21-02-2010 I Forti di Genova
Dislivello in salita
: mt 350
Lunghezza:
- km 9
Difficoltà
: E
Sulle alture che sovrastano il centro di Genova, tra la bassa Val Polcevera e la bassa Val Bisagno, si alzano imponenti fortificazioni. Elemento principale del vasto sistema difensivo, è la cinta delle Mura Nuove, costruite nella prima metà del Seicento lungo i crinali alle spalle della città. Le mura si sviluppano per vari chilometri e hanno la forma di una V rovesciata, aperta verso il mare.
Sulle alture sovrastanti sorgono i forti Sperone, Puin, Fratello Minore e Diamante. Il forte Fratello Maggiore fu demolito durante la Seconda Guerra mondiale per costruirvi una batteria contrarea. Nel passato queste alture assistettero a violenti scontri bellici. Gli ultimi furono quelli inerenti la guerra di Successione d'Austria nel 1747 (episodio di Balilla e cacciata degli Austriaci) e gli scontri del 1800 tra le armate napoleoniche e quelle austriache.
Il percorso che ci permetterà di ammirare i forti Sperone, Puin, Fratello Minore e Diamante, è un piacevole anello con partenza e arrivo a Righi al capolinea della funicolare.
Partenza
da Stazione F.S. di Tortona : ore 8,24 (ritrovo ore 8,00 in stazione per il biglietto)
Ritorno
da Genova Principe: ore 17,45 oppure 17,58
N.B
.: all'edicola della stazione di Genova Principe occorre munirsi di due biglietti a testa per la FUNICOLARE. Info 338.5291405

gaia001.jpg - 499.26 Kb Escursione ai Forti di Genova - disegno di Gaia Zanini

 

 


 

 

24 gennaio 2010: Anello di Camogli - Il percorso inizia davanti alla stazione ferroviaria dove si segue in lieve discesa Viale Nicolò Cuneo.
In corrispondenza di un’ampia curva si imbocca a sinistra una stretta rotabile che fiancheggia la riva destra del rio Gentile e che prosegue poi con numerose scalinate fino a S. Rocco, frazione di Camogli (le scalinate sono un tratto abbastanza impegnativo del percorso).
Si continua a destra della Chiesa seguendo la stradina fino all’abitato di Mortola, dove questa diventa sentiero. Lo si segue fino ad incontrare a sinistra una mulattiera (due triangoli rossi vuoti) che sale a tornanti nel bosco fino a Sella Toca e poi a destra fino al Semaforo Nuovo.
Maggiori dettagli nella sezione "Eventi"

 

 


 

22 gennaio 2010: Prima lezione del nuovo corso di ornitologia!
Scarica il modulo informativo da qui

 


 

11 ottobre 2009: Il sentiero “U Bucalou” - La val Boreca si trova incastonata tra le valli Trebbia e Scrivia, è forse una delle valli più “selvagge” dell’Appennino ed è dominata dalla maestosa e inconfondibile sagoma del monte Alfeo soprannominato l’Olimpo dell’Appennino. L’omonimo torrente nasce tra i monti Cavalmurone m. 1670 s.l.m., Chiappo m. 1701 s.l.m. e Alfeo m. 1651 s.l.m. per terminare la sua tortuosa corsa nel fiume Trebbia tra i paesi di Traschio e Losso.
Maggiori dettagli nella sezione "Eventi"


 

12 ottobre 2009:  Buongiorno, dopo la stupenda escursione di ieri in Val Boreca (PC), presentiamo l'ultima escursione dell'anno, che si effettuerà in Val Curone (AL). Nella desrizione dell'itinerario 106, noterete il dislivello che è abbastanza considerevole, oltre 600 metri in salita, ma con la possibilità di sostare nella stupenda area del Rifugio Orsi, ed aspettare il gruppo che raggiungerà la meta finale del Monte Ebro. L'escursione è già stata effettuata parecchie volte dalla nostra Associazione, accompagnando decine di scolaresche, anche elementari, quindi la difficoltà non è eccessiva. Consigliamo fortemente almeno una racchetta da trekking per alleggerire molto lo sforzo della salita. Se il tempo sarà clemente, con i colori dell'autunno e l'ultima pioggia che ha permesso l'ingiallimento delle foglie, ma non la caduta, avremo la possibilità di ammirare uno spettacolo unico e straordinario, sia nelle immense faggete e sia dalla vetta del Monte Ebro. vi consigliamo anche un' eventuale macchina fotografica. Vi ringraziamo ancora tantissimo per le vostre partecipazioni alle nostre escursioni, e a breve vi faremo avere il nuovo programma delle escursioni 2010, che vedrà un aumento consistente delle gite ed alcune belle novità. grazie ancora, a presto.

Maggiori dettagli nella sezione "Eventi"