Immaginate un oceano. Un giorno qualunque di un’epoca assai remota. Una monotona sequenza di onde increspa quella sconfinata distesa; il cielo non è popolato da uccelli, ma un etereo deserto in cui si muovono rapide nubi, frenetiche concubine di un sole incredibilmente caldo.
La calma che regna in superficie non fa in alcun modo presagire ciò che accade sotto quell’immensa massa d’acqua, nelle profondità oceaniche.
|
|